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Cgil Emilia-Romagna: “Servono politiche industriali forti, non più precarietà”

Bologna (mercoledì, 30 luglio 2025) — Servono strumenti concreti per affrontare le crisi e politiche industriali capaci di guidare la transizione ecologica e tecnologica”. A lanciare l’allarme è Massimo Bussandri, segretario regionale della Cgil Emilia-Romagna, commentando il calo della produzione industriale e l’aumento degli ammortizzatori sociali in regione.

di Benedetta Rubini

Secondo l’ultimo rapporto Unioncamere, nel primo trimestre 2025 la produzione industriale emiliano-romagnola ha registrato un calo del 3,2%, con segnali preoccupanti in settori strategici come moda, meccanica e automotive. In particolare, nella meccanica le ore di cassa integrazione autorizzate sono aumentate del 189%, toccando quota 22,7 milioni. Bologna guida la classifica delle ore di CIG autorizzate (oltre 7,7 milioni, +15%), seguita da Modena (+44,5%) e Forlì-Cesena (+46,2%). Flessioni si registrano solo a Rimini (-15,5%) e Parma (-3,3%).

Bussandri critica il governo per i tentativi di aumentare la precarietà, denunciando il recente tentativo di estendere a 48 mesi i contratti in somministrazione a termine, fortunatamente sventato. “Servono risposte concrete – conclude – a partire dalla revisione del Patto per il Lavoro e il Clima. Bisogna rimettere al centro la qualità dell’occupazione e la tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”.

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Last modified: Luglio 30, 2025
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