Bologna (sabato, 12 luglio 2025) — In Emilia-Romagna, come nel resto del Paese, l’interruzione volontaria di gravidanza è tutelata dalla legge 194. Tuttavia, l’applicazione concreta del diritto resta spesso ostacolata: in alcune strutture italiane, la totalità dei medici è obiettrice, rendendo l’accesso all’IVG quasi impossibile.
di Benedetta Rubini
Il Coordinamento Donne Verdi Emilia-Romagna e Europa Verde denunciano questa realtà, sottolineando l’importanza dell’estensione dell’uso della RU486 nei consultori, una misura che potrebbe garantire maggiore autonomia e sicurezza alle donne, specie a chi è in condizioni di vulnerabilità economica o sociale.
Ma l’avanzata dei movimenti anti-abortisti, come dimostra il caso di Modena, rischia di svuotare questa conquista. Presidi regolari davanti al Policlinico — l’unico centro IVG della provincia — tentano di dissuadere le donne con pressioni psicologiche. Modena, storicamente legata a una sanità pubblica progressista, è diventata bersaglio simbolico di campagne fondamentaliste, sostenute anche da ambienti politici vicini a Fratelli d’Italia.
Il Forum Donne Verdi chiede alla Regione di difendere con forza la laicità e la sicurezza dei consultori, assicurando piena attuazione alla legge 194. “I nostri corpi non sono territorio di propaganda – affermano – ma spazi di autodeterminazione. Libere di scegliere, senza paura.”
Last modified: Luglio 12, 2025


