Parma (mercoledì, 21 gennaio 2026) — Questa mattina, presso il Comune di Sant’Ilario d’Enza, si è tenuto l’incontro specialistico conclusivo del Dibattito Pubblico, con sindaci e i presidenti delle Province di Reggio Emilia e Parma, in merito alla discussione del progetto di realizzazione del nuovo invaso montano in Val d’Enza e delle azioni sinergiche, per soddisfare i fabbisogni idrici per i comuni delle province di Reggio Emilia e Parma.
di Melania Pulizzi
Andrea Pillon, il Responsabile del Dibattito Pubblico, nella sua introduzione, ha riassunto i passi mossi finora nel corso del percorso partecipato: “L’incontro con i Sindaci e i Presidenti delle Province rappresenta un momento di confronto istituzionale fondamentale, perché consente di mettere in relazione le valutazioni delle amministrazioni e dei portatori di interesse sulle alternative di invaso e sulle opere sinergiche del bacino del torrente Enza. La presentazione del documento di fattibilità e lo spazio dedicato a domande e osservazioni permettono di approfondire nel merito le diverse opzioni progettuali, garantendo trasparenza, condivisione e un percorso decisionale il più possibile informato. Il termine per la raccolta delle osservazioni è fissato al 29 gennaio; chi desidera contribuire potrà farlo tramite il sito www.dptorrenteenza.it“.
Successivamente sono intervenuti Lorenzo Catellani, Presidente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, e Francesca Mantelli, Presidente del Consorzio di Bonifica Parmense, per passare poi la parola ai Sindaci e ai Presidenti della Province che hanno chiesto chiarimenti sul DocFap, sulla procedura ed espresso la volontà che il lavoro sull’infrastruttura strategica sia comune e condiviso. All’incontro hanno partecipato il Presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, e il Presidente della Provincia di Parma, Alessandro Fadda. Erano inoltre presenti: Marcello Moretti, Sindaco di Sant’Ilario d’Enza; Enrico Ferretti, Sindaco di Ventasso; Nicola Cesari, Sindaco di Sorbolo Mezzani; Francesca Bedogni, Sindaca del Comune di Cavriago; Ermes Boraschi, Sindaco di Palanzano; Raffaella De Vincenzi, Sindaco del Comune di Neviano degli Arduini; Daniele Friggeri, Sindaco del Comune di Montechiarugolo; Fabio Ruffini, Sindaco del Comune di Vetto; Aronne Ruffini, Vicesindaco del Comune di Vetto; Stefano Marazzi, Sindaco di Bibbiano; Federica Costi, Assessore alla Sicurezza, Ambiente, Attività produttive, Pari opportunità, Agricoltura-promozione del territorio del Comune di Gattatico; Alessia Bernini, Giunta del Comune di Neviano degli Arduini; Paolo Zoni, Delegato alle Politiche Agricole del Comune di Parma; Mara Gombi, Assessore del Comune di Canossa; Ilaria Rosati, Resp. Struttura Operativa Qualità Acqua, Cave e Bonifiche del Comune di Parma. Concluse le interlocuzioni tecniche, hanno preso la parola Alessio Mammi, Assessore Regionale all’Agricoltura e agroalimentare, Caccia e Pesca, Rapporti con la Ue, e il Prof. Ing. Stefano Orlandini, Commissario Straordinario del Governo.
Di seguito riportiamo le varie dichiarazioni:
Il Prof. Ing. Stefano Orlandini, Commissario Straordinario del Governo, ha dichiarato: «Esprimo apprezzamento per il lavoro svolto nell’ambito del Dibattito Pubblico, che si sta sviluppando in modo ordinato, trasparente e partecipato. Un ringraziamento particolare va al Responsabile del Dibattito Pubblico, dott. Andrea Pillon, per la conduzione equilibrata e indipendente del processo, nonché al Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e al Consorzio della Bonifica Parmense per il contributo tecnico e organizzativo fornito in questa fase preliminare. Ringrazio inoltre tutte le amministrazioni, le associazioni, i portatori di interesse e i cittadini che hanno contribuito al confronto pubblico con osservazioni costruttive. Il confronto tra prospettive diverse rappresenta un valore essenziale per individuare soluzioni progettuali tecnicamente robuste, sostenibili e utili nel lungo periodo, nell’interesse del territorio. In questo quadro, l’intesa istituzionale tra la Regione Emilia-Romagna e il Governo è un elemento chiave per conseguire un obiettivo storico per la Val d’Enza, nel rispetto dei ruoli e dell’interesse generale.»
Francesca Mantelli, Presidente del Consorzio di Bonifica Parmense, ha dichiarato: «Il dibattito pubblico si è svolto in modo molto partecipato e con grande unità tra tutti gli attori coinvolti e tra i due territori delle province interessate, Parma e Reggio. Ogni contributo va preso in considerazione, così da andare avanti sì rapidamente, ma in modo giusto e corretto, utilizzando al meglio le tante risorse disponibili. l’invaso e le opere sinergiche sono opere decisive per un territorio che le attende da tanto tempo. Ma proprio per questo la responsabilità è di tutte le istituzioni coinvolte, consorzi compresi: non possiamo permetterci errori, né che si ripeta ciò che è già accaduto in passato. Se siamo tutti d’accordo nel dare finalmente una soluzione alla gestione del territorio, allora il confronto franco e trasparente tra tutti noi è la cosa più importante, perché solo in uno spirito di responsabilità si costruisce davvero un’azione istituzionale solida. Noi, insieme al Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, lavoriamo da tempo fianco a fianco: l’opera è un passaggio, ma sono anni che operiamo per arrivare a questo momento. Questo progetto è strategico anche perché risponde a criticità concrete: nei momenti di siccità l’Enza è tra i primi corsi d’acqua ad andare in sofferenza, con disagi reali che poi siamo costretti a gestire in emergenza. Questo, invece, è il momento della programmazione: un esercizio importantissimo.»
Lorenzo Catellani, Presidente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, ha dichiarato: «È significativo che siano riusciti a partecipare tutti i sindaci del territorio, insieme ai Presidenti delle Province e alla Regione Emilia Romagna con l’Assessore Mammi e agli altri rappresentanti istituzionali: un segnale concreto dell’attenzione che le amministrazioni e il territorio stanno dedicando a questo percorso. Nel corso di questi incontri abbiamo cercato di mettere in luce il valore che l’opera può portare. Parliamo infatti di un’infrastruttura rilevante di valenza nazionale. Come è giusto che sia per un ente che rappresenta e tutela la comunità, abbiamo ascoltato tutte le posizioni perché quando si compiono scelte di questa portata è doveroso guardare a tutti gli elementi, senza omissioni. Credo quindi che il percorso sia stato condotto con la massima trasparenza, e che questo sia stato anche il lavoro svolto dai garanti e comunicato dal Commissario. In sintesi, credo che sia stato un percorso importante, e che sia importante il cammino che il territorio sta facendo e vuole continuare a fare, insieme.»
Alessio Mammi, Assessore Regionale all’Agricoltura e agroalimentare, Caccia e Pesca, Rapporti con la Ue, ha dichiarato: «Come Regione ci siamo, abbiamo finanziato anche il Docfap (Documento fattibilità progettuale). Il punto di vista dei sindaci è insostituibile: quella emersa da chi rappresenta territori è un’ottima coesione e il lavoro quotidiano nelle comunità, insieme alle osservazioni puntuali, testimoniano un’attenzione, una maturità e una responsabilità istituzionale importanti e decisive. Parliamo della progettazione di un’infrastruttura necessaria e strategica: non solo un invaso, ma un insieme di interventi in grado di trattenere l’acqua, mettere in sicurezza il territorio e affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. Dobbiamo andare avanti con rapidità, ma anche con rigore, individuando la soluzione migliore sul piano ambientale e della sicurezza, ascoltando le comunità. Il percorso deve restare trasparente e, soprattutto, impeccabile sul piano amministrativo e giuridico: non possiamo permetterci errori.»
Alessandro Fadda, Presidente della Provincia di Parma, ha dichiarato: «La realizzazione della diga di Vetto può essere una grande opportunità per i territori di Parma e Reggio. Un’opportunità di miglior gestione delle acque, per una maggiore sicurezza idraulica e miglior approvvigionamento a valle, e di valorizzazione territoriale, a monte. Il dibattito pubblico avviato è imprescindibile perché consente agli amministratori di parmense e reggiano di conoscere tutti gli aspetti dell’opera e di presentare le opportune osservazioni. L’elemento della condivisione è fondamentale e deve restare centrale perché i sindaci e gli amministratori locali, insieme ai cittadini, sono i primi soggetti da coinvolgere. Come Provincia di Parma ci siamo e, insieme a tutti i soggetti coinvolti, siamo pronti a fare la nostra parte in termini di ascolto, confronto e coordinamento.»
Giorgio Zanni, il Presidente della Provincia di Reggio Emilia, ha dichiarato: «L’incontro di oggi conferma quanto sia fondamentale affrontare questo percorso fin da questa fase insieme ai territori, in modo strutturato e oltre che formale. Quando parliamo di territorio parliamo innanzitutto dei Comuni e delle Province, che rappresentano la prima linea delle comunità coinvolte e che devono essere messi nelle condizioni di contribuire positivamente nel percorso di confronto. Da parte nostra c’è un atteggiamento costruttivo e propositivo, unito alla convinzione che si debba affrontare ogni passaggio di questo percorso con la più ampia chiarezza e responsabilità. Tra i temi centrali quello anche delle opere di compensazione, che non possono essere considerate un aspetto secondario o accessorio ma una parte integrante del ragionamento complessivo sull’opera, sulle mitigazioni e necessità prima in fase di progettazione, poi di cantiere e sulle sue ricadute territoriali. Come Provincia continueremo il percorso avviato nei giorni scorsi con il tavolo di coordinamento dei Comuni coinvolti dall’opera. In quella sede è stato infatti concordato di lavorare come amministrazioni reggiane a un documento unitario, che raccolga tutte le osservazioni e le priorità dei Comuni in merito a opere e attenzioni necessarie in tema di infrastrutture, viabilità, mitigazioni e difesa del suolo rispetto a criticità idrauliche e idrogeologiche, da presentare nei termini previsti dal percorso del Dibattito Pubblico, con una particolare attenzione alle esigenze dei territori maggiormente coinvolti dall’infrastruttura, a partire dai Comuni di Vetto e Ventasso. Allo stesso modo rimane aperto il confronto e il coordinamento con la Provincia e i Comuni parmensi per coordinare il lavoro su entrambe le sponde dell’Enza. Riteniamo questo un passaggio fondamentale per garantire un confronto serio e fondato, valorizzando il ruolo delle amministrazioni locali e assicurando un ascolto reale delle esigenze dei territori direttamente e indirettamente coinvolti».
La raccolta delle osservazioni terminerà il 29 gennaio.
Per informazioni sul Dibattito Pubblico e visionare la relazione di progetto, visitare il sito web dedicato: www.dptorrenteenza.it
Last modified: Gennaio 21, 2026


