Parma (sabato, 9 agosto 2025) — Un conguaglio da oltre 1.300 euro per il gas, calcolato su consumi mai realmente effettuati, stava per trasformarsi in un incubo per un consumatore di Parma. L’uomo, che utilizza il proprio appartamento solo saltuariamente, si è visto recapitare la maxi bolletta dopo la sostituzione di un contatore guasto. A risolvere la vicenda è stato l’intervento dello sportello locale di Confconsumatori, nell’ambito del progetto “Energia: diritti a viva voce”.
di Sofia Cilli
Il caso è apparso subito anomalo agli occhi di Francesca Campanini, responsabile dello sportello: «Ci siamo trovati di fronte a un conguaglio enorme, frutto di una ricostruzione dei consumi palesemente errata – spiega –. Il nostro associato occupava l’appartamento solo di rado, e quella cifra era del tutto ingiustificata».
Dopo aver raccolto la documentazione che dimostrava la scarsa frequentazione dell’immobile, l’associazione ha inviato un reclamo al distributore, ottenendo un ricalcolo della lettura finale: dai 2.954 metri cubi inizialmente stimati si è passati ai 2.001 reali.
Sembrava tutto risolto, ma la vicenda ha preso una piega inattesa. Il venditore di gas, chiamato a correggere la fattura, ha respinto la richiesta sostenendo di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dal distributore. Un passaggio che avrebbe dovuto essere una semplice formalità si è così trasformato in un iter di conciliazione.
«Il problema principale, cioè il ricalcolo dei consumi, è stato risolto rapidamente – sottolinea Campanini –. È la comunicazione tra distributore, venditore e utente a complicare tutto: un meccanismo sempre più tortuoso e difficile da gestire».
Al termine della procedura, l’utente ha comunque ottenuto la correzione della bolletta e l’azzeramento dell’importo dovuto. Per Confconsumatori, il caso è un monito: «Mai accettare passivamente una bolletta esorbitante – avvertono –. Rivolgersi a un’associazione specializzata può fare la differenza».
Last modified: Agosto 9, 2025

